Io, giaciglio di crine,
un fiore all'occhiello,
la pianta d'aglio più profumata,
la scarpa d'incanto che si risuola,
una spelonca in pieno deserto,
anche una tromba
con un rasoio,
tu la anima,
sì, la tua anima,
quando vorrai,
quando vorrai.
Migliaia di servi,
sbucati da terra,
bene allacciati
a femmine nude
si adopreranno
per fare di te
l'uomo più ricco, più bello, più sano,
sotto la mia splendida direzione.
Tu la anima,
sì, la tua anima,
quando vorrai,
quando vorrai.
E' una notte d'inferno,
certi fulmini sinistri
si schiantano qui a valle Linda,
sento odore di zolfo,
son costretto a voltarmi,
a guardare quell'uomo che avanza.
Ha un pastrano sul viola
che non sembra bagnato,
la voce si mescola al vento,
la voce si mescola al vento,
la voce si mescola al vento.
Denaro, denaro, denaro,
un corpo perfetto,
ti renderanno più sopportabile
questa dimora terrena e ban*le,
questo minuto della tua esistenza,
con una tromba, con un rasoio,
poi, giù da me, continuerai
nel male più puro,
continuerai.
Com'essere d'accordo,
ci starei di gran gusto
se non fossi sicuro che ti sbagli.
Non sono un buono di primaria importanza,
degno delle tue attenzioni.
Ha un pastrano sul viola
che non sembra bagnato,
la voce si mescola al vento,
la voce si mescola al vento,
la voce si mescola al vento.