Dopo le foglie rosse d'autunno,
nelle terre appena arate,
delle ombre che pa**ano
o pensi che viaggino
negli autunni umidi
di una sera di canzoni
e di visi sconosciuti,
negli autunni umidi
di una sera di canzoni
e di visi sconosciuti.
Le figure ballerine
da sempre conosciute
e presenti nell'orologio
delle vite (...)
Un vagare, viaggiare
nei tappeti delle favole,
delle coperte morbide.
Un andare di sempre,
nudo e svuotato,
dopo che le foglie rosse dell'autunno,
nelle terre scure appena arate,
per sempre son cadute.