Quando, annegata, lentamente fluì
Dai ruscelli verso fiumi più larghi,
come un miracolo, il cielo splendeva,
quasi avvolgendola in una carezza.
Alghe si legavano su di lei
Che divenne pesante,
sempre più.
Freddi i pesci su lei scivolavano,
piante e animali le resero lento
il viaggio.
Cupa scese la sera
E il cielo scurò
Poi la notte fu pallida luce
Di stelle.
Ma chiara fu l'alba perché,
anche per lei,
ci fosse un mattino
e una sera.
Quando, poi, nell'acqua
Il livido corpo marcì
Accadde, ma adagio,
che Iddio la scordò
a poco a poco.
Prima scordò il suo viso
Poi le mani e i capelli.
Una carogna fra tante carogne.